"Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l'amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte"
J. R. Tolkien

sabato 31 marzo 2007

Meno libertà all'ombra delle piramidi (in breve)


Ben 34 emendamenti alla costituzione egiziana sono stati approvati il 26 marzo in un referendum che ha visto una bassissima affluenza alle urne e ha sancito l’elevazione al rango costituzionale delle leggi speciali del 1981.
La riforma voluta dal presidente Hosni Mubarak rende così permanente lo stato di emergenza entrato in vigore dopo l’assassinio del suo predecessore Anwar el Sadat: ogni egiziano potrà essere detenuto senza limiti di tempo, processato da corti militari su richiesta del presidente della repubblica, essere oggetto di perquisizioni e intercettazioni. L’organizzazione egiziana per i diritti umani, Eohr, ha espresso preoccupazione per i circa 13 mila egiziani detenuti senza processo che vedono sfumare la possibilità di uscire dalle carceri egiziane, in cui le violenze della polizia sono più un fatto che un sospetto. In un Egitto in cui vengono arrestati i blogger che criticano il presidente, gli emendamenti alla costituzione vietano i partiti e i movimenti politici con riferimenti religiosi (art. 5) e non permettono ai candidati indipendenti di presentarsi alle lezioni (art.76).
Se uno degli scopi del ‘faraone’ Mubarak è quello di tagliare le gambe al movimento estremista dei Fratelli Mussulmani, i partiti moderati sono ugualmente preoccupati dalla creazione di una commissione governativa che sorveglierà la regolarità delle elezioni al posto dei giudici. Alle contestate presidenziali del 2005, le prime dal 1981 in cui fossero ammessi altri candidati oltre a Mubarak stesso, solo i magistrati avevano controbilanciato le pressioni delle forze di sicurezza, che nei collegi in cui il presidente era debole cercavano di impedire l’accesso alle urne anche sparando.
I timori dei partiti liberali di opposizione sono accresciuti sia dalla misteriosa scomparsa di due esponenti di punta del movimento Kifaya! (Basta!), il cui leader Aymar Nour è in carcere dalle scorse presidenziali, sia dalla crescente forza numerica dei Fratelli Mussulmani. La crisi economica e la repressione hanno infatti gettato parte dell’elettorato, soprattutto i giovani, tra le braccia degli estremisti.

Valeria Radiconcini
pubblicato su Liberamente

1 commento:

claudia ha detto...

ciao Valeria,
mi ha fatto molto piacere la tua visita sul mio blog, e l'ho trovata anche una bella coincidenza perché ho da poco recensito la tua splendida storia di Jedelsian per RadioAlzoZero, una web radio con un bel programma di libri della piccola e media Editoria, e io ho curato la critica del tuo romanzo.
Davvero complimenti!
Claudia